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CONTACT IMPROVISATION – Incontri a Testaccio con Ippokratis Veneris

16 Novembre @ 16:30 - 19:30

Che cosa è la Contact Improvisation?
La Contact riguarda la comunicazione con noi e con gli altri in modo viscerale…Riguarda l’essenza.
È qualcosa di antico, di ancestrale, di prima delle parole, prima della mente. Non servono le parole a contact ma vivere le cose nel loro presente, nel loro fluire e vibrare.
È come abbandonare lo specchio delle cose e rientrare nelle cose. Tornare a vivere dietro lo specchio.
Durante gli incontri affronteremo vari argomenti sia più tecnici e di danza, anatomia esperienziale sia più acrobatici ma anche più di improvvisazione individuale, del duetto, del trio e di gruppo.
Gli incontri sono aperti sia a principianti che a più esperti sul movimento.
Per info sul curriculum dell’insegnante e sulle prossime date di laboratori all’estero potete consultare il sito all’indirizzo: http://www.romacontact.com/chi-siamo/ippokratis-veneris-ippokrati-venerisChe cosa è la Contact Improvisation?
Spesso mi viene fatta questa domanda.
Su internet si possono trovare tante spiegazioni, io qua vorrei presentare un altro aspetto della Contact.Un limite nella nostra comunicazione quotidiana è quello dell’uso delle parole. Parlando, ad ogni parola che usa ogni persona dà un significato simile ma è sempre anche un po’ diverso da persona a persona. Inoltre quello che diciamo dipende dal modo con il quale lo diciamo, (tono della voce, contesto, umore nostro specifico, umore di chi ci sta ascoltando, come viene interpretato quello che si dice e così via).
Oltre questi limiti, c’è anche quello delle parole in sé. Ogni parola nasce per rappresentare una realtà esistente (p.e. “sedia” per l’oggetto che ha questa forma ed uso) o concettuale (p.e. “fratellanza”). Il problema nasce dal fatto che in un certo senso le parole si staccano dalla realtà per la quale sono nate per rappresentarla; ad esempio la parola “albero” diventa un concetto astratto da usare, distaccato dall’esperienza vera della sua multi-dimensionalità vivente, (le sue radici, i suoi rami, le sue foglie, i suoi colori che cambiano nelle stagioni, il movimento dal vento e il fruscio che si sente nelle foglie, le sue ramificazioni – uniche per ogni albero, l’energia che emana e così via).
Diventa solamente un simbolo, una parola distaccata dalla sua profondità e vive semplicemente nelle menti degli interlocutori. Parole che entrano, esistono nelle nostre menti e le usiamo come usiamo tante altre le quali sono disconnesse dalla realtà, sono parole nei nostri cervelli in un mondo cerebrale e distaccato dal mondo esterno e “vero”.
In questo senso la contact lascia fuori i simboli-parole e l’astrazione. Con la contact si fanno esperienze dirette, si torna alle radici delle cose prima che esse fossero trasformate per diventare parole; allora il “peso” del corpo si sperimenta, il “respiro” si esplora veramente, l’abbraccio è abbraccio, il calore della pelle dell’altra persona è vera, tattile, vissuta.
Lo scambio di abbracci, i respiri, lo scorrimento dell’energia, il movimento, il fluire sono tutti fatti veri, non più parole nei nostri cervelli, anzi non esistono parole, solo il vivere l’esperienza.
Il gioco è un giocare per davvero, non una parola; lo scherzo, la creatività sono tutti veri; dove il nostro corpo e la nostra mente si uniscono in un atto dove viviamo il presente e la nostra coscienza vive nel presente. Per un attimo ci stacchiamo dal vivere il mondo tramite la mente e si ritorna nello “stare” veramente, nello stare nella radice delle cose e viverle.
Tutto è vero e nulla è cerebrale. Tutto è tattile, presente, emozionale, creativo, fluido, libero, liberatorio e giocoso. Stiamo nel qua con tutto l’essere, non nel cervello.
La contact è un ritornare nelle radici prima che diventasse tutto simboli-parole e concetti mentali. È un ripercorrere la natura umana e riprendere da dove le cose sono nate prima di disperdersi nelle menti di tutti noi.
Prima che ci staccassimo dal mondo, prima che la realtà palpabile, vivente diventasse parole.
La contact riguarda la comunicazione con noi e con gli altri in modo viscerale.
Riguarda l’essenza.
Tutto questo è il mio punto di vista sulla contact. È qualcosa di antico, di ancestrale, di prima delle parole, prima della mente. Non servono le parole a contact ma vivere le cose nel loro presente, nel loro fluire e vibrare.
È come abbandonare lo specchio delle cose e rientrare nelle cose. Tornare a vivere dietro lo specchio.
Ippokratis Veneris

Dettagli

Data:
16 Novembre
Ora:
16:30 - 19:30
Categoria Evento:

Luogo

Casa della Pace
Via di Monte Testaccio, 22
Roma, RM 00153 Italia
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